Guida Alimentatori PC

La guida alimentatori pc è pensata per chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’assemblaggio e voglia avere un’infarinatura non troppo tecnica su questo componente. L’alimentatore è un componente spesso sottovalutato quando si assembla un pc. A volte perché l’utente ha un  budget basso, altre perché non ci si rende conto dell’importanza vitale di tale componente, rimane il fatto che molti pc assemblati o preassemblati vanno incontro a grossi problemi e a volte alla morte prematura per avere usato un alimentatore di bassa qualità. L’alimentatore è, come dice la parola stessa, il componente che alimenta l’intero pc. Un alimentatore che non eroga potenza a sufficienza impedisce al pc di funzionare, uno sovradimensionato lo farà funzionare, ma con spreco di energia e non nel modo ottimale. Il compito dell’alimentatore è di trasformare la corrente alternata della presa elettrica in corrente continua portandola da 220 volt ad un voltaggio che può essere utilizzato dai vari componenti ( 3,3v – 5v- 12v). I vari componenti del pc consumano energia, in totale un certo numero di watt molto diverso a seconda della natura dei componenti medesimi. Va da sé che un pc con scheda grafica integrata che viene usato per posta elettronica navigazione internet e ordinaria amministrazione non avrà lo stesso consumo di un pc da gaming, multi gpu oppure da overclocking. Diventa pertanto indispensabile capire di quanta potenza la nostra macchina abbia bisogno. I produttori suddividono gli alimentatori per potenza. In un sistema base con scheda grafica integrata, un alimentatore da 350- 400W è più che sufficiente. Negli altri casi è indispensabile calcolare i watt di cui avremo bisogno sommando il consumo di ciascun componente. Regola aurea è di aggiungere, al risultato ottenuto dal calcolo, almeno la metà, meglio ancora i 2/3 dei watt ottenuti in full load in modo da avere un alimentatore adatto alle nostre esigenze. Se ad esempio il nostro sistema consuma in full load 300W, l’alimentatore dovrebbe essere almeno intorno ai 450W ( 300 + 150, o meglio ancora 500W). Nel caso di configurazioni multi-Gpu oppure overclocking è sempre meglio moltiplicare il full load per due. Uno dei motivi per queste formule empiriche è che in genere gli alimentatori lavorano meglio tra il 40-60% del loro carico massimo. Il secondo motivo è che i produttori di alimentatori di fascia bassa non sempre indicano la potenza del prodotto onestamente. Un trucco consiste nell’indicare la potenza massima erogabile, ma non scrivono che può essere mantenuta per poche frazioni di secondo; Un altro motivo è il prodotto è stato testato a temperatura controllata, mentre alle temperature presenti nel case, l’alimentatore perde potenza a causa del calore in genere intorno ai 40- 50 gradi. Dagli alimentatori partono una serie di cavi. Se non possono essere staccati dal medesimo parliamo di un alimentatore non modulare, al contrario se i cavi possono essere staccati dallo stesso  è detto modulare o semimodulare se alcuni sono fissi e altri no. In genere si sceglie un modulare o semimodulare se il case del pc è poco spazioso o se si desidera un cable management pulito, se invece si ha a disposizione un full tower il problema non si pone in quanto i cavi possono essere occultati con facilità. Per chi non avesse dimestichezza con i cavi e volesse approfondire l’argomento,  i link in fondo alla pagina sono molto ben fatti e completi. Ultima considerazione, preferire alimentatori con percentuale di watt alti, rispetto alla loro potenza, sulle linee 12v, che sono quelle richieste dalle componenti più energivore ossia schede video e CPU, mentre le linee 3.3v e 5v si usano per periferiche e ventole.

Protezioni Obbligatorie per legge

Senza entrare in dettagli troppo tecnici essendo questa una miniguida per chi desidera informazioni di facile comprensione, diciamo che ogni alimentatore può più o meno essere fornito di alcune protezioni. Alcune sono obbligatoriamente imposte dalla legge, altre sono facoltative. Le principali protezioni sono:

SCP (Short circuit protection)  Si spegne in caso di corto circuito, come un comune salvavita.

OVP: (Over voltage protection) protezione da sovratensione, spegne l’alimentatore se si supera il limite dei valori rilevati.

OCP (Over current protection) protezione da sovracorrente, spegne l’alimentatore nel caso di picchi di corrente.

OPP ( Over Power Protection) Scatta Quando il carico massimo supera il wattaggio dell’alimentatore di una certa percentuale a volte chiamato anche OLP (Overload Protection).

OTP (Over Temperature Protection) Scatta al superamento di una temperatura di esercizio impedendo danni da surriscaldamento.

MULTI-RAILS VS SINGLE-RAIL

Chi magari per scegliere il proprio alimentatore si è preso la briga di leggerne la scheda tecnica potrebbe essere incappato in questa specifica. In molti forum si affronta la questione. Quando il produttore utilizza una sola linea per le uscite da 12v, questa si chiama single-rail.  Se invece si suddivide la corrente in uscita da 12v su più linee si parla di multi-rails, nei quali, a parità di ampere, il numero di ampere su ogni singola linea sarà minore. Nell’etichetta dell’alimentatore sono indicate sulla linea 12V con la dicitura 12V1,12V2 etc.  Quale scegliere? La considerazione da fare è la seguente. Su un sistema single rail, il punto oltre il quale scatterà la protezione OCP è più alto rispetto al multi- rails, in cui le protezioni sono presenti su ogni singola linea aggiuntiva e con un punto di tolleranza inferiore. Se da una parte il multi- rails offre un livello di protezione maggiore, in alcuni sistemi come ad esempio quelli multi-VGA, il pc potrebbe spegnersi anche lavorando normalmente perchè le protezioni scattano a causa dell’assorbimento di watt molto alto. Perciò in sostanza, un overclocker o un gamer con più VGA propenderà per una single rail, un utente con minori necessità potrebbe preferire una multi-rails per aumentare il livello di protezione.

CERTIFICAZIONI EFFICIENZA

Gli alimentatori migliori hanno una certificazione di efficienza, ossia si certifica quanta della potenza dell’alimentatore arrivi effettivamente ai componenti senza dispersione. Un alimentatore poco efficiente necessita di un certo quantitativo di watt, ma ne invia ai componenti molto di meno, trasformandone una parte in calore. Più un alimentatore dunque è efficiente, meno elettricità sprecheremo. Abbiamo già detto che un alimentatore lavora al meglio tra il 40 e il 60% della sua capacità. I test della certificazione danno un valore testando l’alimentatore al 20% ( light), al 50% (Typical) e al 100% (Full) della sua capacità dichiarata. Secondo il punteggio ottenuto, si potranno ottenere le diverse certificazioni, o nessuna nel caso in cui il test non viene superato. Le certificazioni ottenibili sono:

80 PLUS: Viene richiesto che in ciascuno dei tre test (light – typical- full), l’efficienza sia pari al 80% della sua potenza.

80 PLUS Bronze : Richiede un’efficienza del 82% (Light e Full) e del 85% (typical)

80 PLUS SILVER: 85% ( light e full) e 88% (typical)

80 PLUS GOLD: 87% ( light e full)  90% (typical)

80 PLUS PLATINUM: 90% (light), 92% (typical) e 89% (full)

80 PLUS TITANIUM: Quest’ultima viene testata anche al 10% della sua potenza dove  deve ottenere un punteggio minimo del 90%, mentre è richiesto il 92% (light) 94% (tipical) e 90% (full).

Scegliere un alimentatore certificato almeno 80 plus è importantissimo, anche perché indica in genere una buona qualità dello stesso.

RIPPLE E NOISE:

Questi termini che vi troverete spesso a trovare nelle varie recensioni, si riferiscono alle oscillazioni di tensione prodotti dalla trasformazione dalla corrente alternata a quella continua. Un esempio di rumore o ripple per analogia lo troviamo negli altoparlanti sottoforma di ronzio. Negli alimentatori di qualità questi parametri sono ridotti al minimo possibile attraverso un raddrizzatore a cui fa seguito un filtro di livellamento composto uno o più condensatori che hanno lo scopo di livellare  le onde pulsanti emesse dal raddrizzatore intorno ad un valore medio di oscillazione. Queste oscillazioni dette residue o Ripple, si misurano in mV hanno un limite di tolleranza nello standard ATX. Più precisamente sono considerati tollerabili i ripple fino a 120 mV sulle linee 12V e 50 mV sulle linee 3,3V e 5V. Valori inferiori al massimo dello standard sono da considerare uno dei parametri per capire la qualità degli alimentatori.

Per chi volesse approfondire l’argomento segnalo i seguenti link:

Guida all’alimentatore Techstation  Prima parteSeconda parte (Assolutamente da leggere, la seconda parte spiega bene anche i vari cavi e i rispettivi pin)

Guida l’alimentatore Gamesvillage (Anche questa molto ben fatta e comprensibile)

Per sapere di quanti watt ha bisogno il vostro pc Calcolatore PSU